Il Presidente del Centro di Documentazione
per la Storia dell’Assistenza e della Sanità
Ing. Luigi Marroni

ha il piacere di invitare la S.V.
alla presentazione dell’edizione curata da
Esther Diana e Marco Geddes da Filicaia del

Regolamento dei Regi Spedali
di Santa Maria Nuova e di Bonifazio - 1789

Edizioni Polistampa
 
Interverranno

Prof. Enrico Ghidetti
Presidente del Comitato scientifico del Centro di Documentazione
per la Storia dell’Assistenza e della Sanità

Prof. Renato Pasta
Docente di Storia Moderna alla Facoltà di Lettere e Filosofia
dell’Università di Firenze

Nell’occasione verranno esposti gli originali
del Regolamento del 1783 e del 1789
con la serie originale delle tavole allegate
e alcune matrici ancora conservate dall’Azienda Sanitaria


Venerdì 3 dicembre 2010, ore 17.00
Auditorium dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze
Via Folco Portinari 5, Firenze

 

Il Regolamento dei Regi Spedali di Santa Maria Nuova e di Bonifazio (Firenze, MDCCLXXXIX) è un testo prezioso mediante il quale è possibile ricostruire la storia della sanità fiorentina attraverso i secoli, con particolare attenzione per l’ordinamento che essa ricevette alla fine del Settecento a seguito dell’opera riformatrice del Granduca Pietro Leopoldo. Vi si trovano notizie sull’evoluzione degli studi medici, sull’organizzazione assistenziale dell’epoca, sui nuovi equilibri di potere raggiunti tra Chiesa e Granducato riguardo a una delle questioni più spinose dell’epoca, quella della gestione patrimoniale e assistenziale delle Opere pie. Il volume è testimonianza di una rivoluzionaria visione dei diritti individuali, da tutelare specialmente nel momento del bisogno e durante lo stato di ricovero, con la prescrizione di doveri anche per la massima autorità dello Spedale, il Commissario, il quale «interrogherà, e ascolterà in tempi vari i detti Malati, Convalescenti, ed altri addetti allo Spedale, per riconoscere come siano trattati, e con quale attenzione siano eseguite le rispettive cure, distribuzione di medicamenti, e vitto». Il Regolamento viene così a rappresentare un «pegno di beneficenza a prò di millecinquanta e più Individui quotidianamente e costantemente soccorsi, curati, o assistiti secondo l’esigenza delle rispettive circostanze».

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