Firenze, 9 dicembre 2004. Il duca Amedeo di Savoia Aosta presenta oggi il suo primo libro (ed. Polistampa) sulle piante grasse. La mattina incontrerà la stampa, nel giardino dei Marchesi Torrigiani a Firenze; alle sei del pomeriggio parteciperà invece alla presentazione al pubblico, con l’esperto Roberto Mangani, sempre nell’Oltrarno fiorentino, presso la sede delle edizioni Polistampa, la Galleria «Pio Fedi» di via de’ Serragli 99. Nel volume Amedeo d’Aosta racconta delle amicizie strette sull’isola di Pantelleria e della sua esperienza, più che decennale ormai, come collezionista di “piante grasse”. Una passione riconducibile a quella per l’Africa, cui i Savoia-Aosta da sempre sono legati e da cui quelle piante provengono. Ma leggendo il libro si scopre che l’innamoramento vero e proprio risale a dodici anni fa, alla scoperta dell’isoletta (83 chilometri quadri, un clima particolarmente adatto alle xerofite) dove insieme alla moglie Silvia Paternò ha acquistato un tipico “dammuso” in una valle ventosa ed assolata, creando un giardino suggestivo e libero da schemi, in cui alla macchia mediterranea si mescolano essenze esotiche, alberi rari. Pantelleria è più vicina alla Tunisia (70 km) che alle sponde siciliane (110). Successi e insuccessi incontrati da Amedeo d’Aosta nella coltivazione di piante provenienti da ogni angolo del mondo si alternano in questo volume a ricordi di famiglia, annotazioni botaniche, semplici osservazioni scaturite dalla pratica e belle foto di un’isola da sogno. Tale è il suo amore per le succulente che più di una volta si è destato in piena notte, pur di ammirare e fotografare gli esemplari che fioriscono solo in quelle ore. La collezione del duca è formata da diverse centinaia di specie, basti pensare che del solo genere Alhoe ne sono presenti quasi 100. Oltre agli utili consigli per questo particolare tipo di coltivazioni, la seconda parte del libro, a cura di Maria Novella Batini, ci fornisce per così dire la “carta d’identità” di 35 esemplari notevoli della collezione: nome, famiglia, luogo d’origine, tratti particolari e… l’immancabile foto.
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