La S.V. è invitata alla presentazione del volume

L’Epitrachelion dell’Annunciazione
Un ricamo liturgico orientale a Bagno a Ripoli
Edizioni Polistampa


Interverranno
Don ANDREA FABBRI, Parroco di S. Maria a Quarto 
LUCIANO BARTOLINI, Sindaco del Comune di Bagno a Ripoli 

PAOLA GRIFONI, Soprintendente per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le Province di Firenze, Pistoia e Prato
MARCO CIATTI, Direttore Settore conservazione e restauro tessili, Opificio delle Pietre Dure
ROBERTO LUNARDI, Presidente del Centro Signa Arti e Mestieri CIMA
LAURA CASPRINI, storica dell’Arte

Saranno presenti le Curatrici e l’Editore


Domenica 19 aprile 2009 - ore 21.00
Chiesa della Pentecoste
Viale delle Arti, Bagno a Ripoli

Il rinvenimento di un’antica opera d’arte, rimasta per secoli sconosciuta, è tanto più entusiasmante quanto più inatteso. Occorrono però occhi esperti per individuarla e un’appassionata ricerca perché quello che potrebbe sembrare un accadimento fortuito diventi una felice scoperta. È questo il caso dei due preziosi ricami oggetto di questa pubblicazione.
Fu intorno al 2005 che la ricercatrice Laura Casprini – nel corso della ricognizione mirata a individuare i manufatti liturgici ricamati che sarebbero stati esposti all’interno dell’Oratorio di Santa Caterina (Bagno a Ripoli, Firenze) in occasione della mostra Il filo degli angeli – ritrovò le due bandinelle processionali realizzate con un drappo di velluto rosso cupo sul quale erano stati applicati due antichi ricami. Gli oggetti, conservati nella canonica della chiesa di Santa Maria a Quarto, apparvero subito estremamente interessanti, perché rimandavano a un ambito culturale lontano non solo da quello fiorentino e toscano, ma addirittura italiano. Dalle successive indagini è infatti emerso che queste opere potrebbero avere una presumibile provenienza rumena, e si possono approssimativamente datare al sec. XVII, un periodo ricco di fermenti religiosi e di intensa attività artistica soprattutto per quanto concerne gli apparati decorativi di ambito ecclesiastico. Partendo da questi presupposti gli ultimi studi mettono in evidenza lo stretto legame del manufatto con la chiesa Ortodossa e l’originaria funzione di epitrachelion, una stola che i prelati ortodossi indossano durante le funzioni religiose.
Il volume ricostruisce inoltre la tecnica di esecuzione, lo stato di conservazione e l’intervento conservativo inerenti il manufatto religioso.

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