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Walter Bini

Walter Bini

Il pittore fiorentino Walter Bini (Firenze, 1948-2009) ha sviluppato una tematica pittorica propria, inventando un genere, definito surreale fantastico, partendo dall’ironia di scene quotidiane i cui protagonisti erano personaggi dai cappelli allungati e gli abiti monastici. Dalle ambientazioni della prima serie, nella Toscana del Trecento, alle successive in luoghi quali la sartoria e il teatro (2005) fino alla rappresentazione, nel 2006, di periodi ed eventi storico-letterari (i bizantini, Montecchi e Capuleti) era imprescindibile nelle sue opere la presenza di simpatici topolini in mise-en-abîme. Inseriti nel quadro come piccoli particolari, in realtà riproducono in modo ironico la scena principale. Gli ambienti trattati in dettaglio evidenziano una singolare accuratezza nella riproduzione delle strutture architettoniche, rese uniche da particolari fantasiosi caratterizzanti dell’artista, e nel sapiente uso delle luci. In suggestive atmosfere da palcoscenico Bini inseriva, come attori, i suoi personaggi e i loro “topi alter ego”.
La passione e la voglia di ampliare questo mondo fantastico lo portarono a realizzare la mostra Tele a Colori, presso lo Showroom Bertocci di Firenze (2004), a cui sono seguirno varie partecipazioni a importanti collettive, tra cui la decima edizione di Individuazioni, presso la Galleria Mentana di Firenze (2005), la Rassegna arti visive per l’ Associazione Culturale Gadarte presso il fiorentino Palagio di Parte Guelfa e presso la Limonaia di Pescille a Panzano in Chianti (2006) e L’Uomo che fabbrica i sogni, presso la Galleria Art Point Black di Firenze (2006).

The Florentine painter Walter Bini (Florence, 1948-2009) developed his own pictorial themes, inventing a genre, defined as surreal fantastic, starting from the irony of everyday scenes whose protagonists were characters with elongated hats and monastic robes. From the settings of the first series, in 14th-century Tuscany, to the following ones in places such as tailor's shops and the theatre (2005) up to the representation, in 2006, of historical-literary periods and events (the Byzantines, Montagues and Capulets), the presence of cute little mice in mise-en-abîme was essential in his works. Inserted into the painting as small details, they actually reproduce the main scene in an ironic way. The environments treated in detail show a singular accuracy in the reproduction of architectural structures, made unique by the artist's imaginative details, and in the skilful use of lighting. In evocative stage atmospheres, Bini inserted his characters and their 'alter ego mice' as actors. His passion and desire to expand this fantastic world led him to realise the exhibition Tele a Colori, at the Bertocci Showroom in Florence (2004), which was followed by various participations in important group shows, including the tenth edition of Individuazioni, at the Mentana Gallery in Florence (2005), the Rassegna arti visive for the Gadarte Cultural Association at the Florentine Palagio di Parte Guelfa and at the Limonaia di Pescille in Panzano in Chianti (2006) and L'Uomo che fabbrica i sogni, at the Art Point Black Gallery in Florence (2006).

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