Quei vampiri scombinati
Il Tirreno, 09-05-2009, Riccardo Cardellicchio
“L’appellativo strano era stato ampiamente adoperato dai media (che non sapevano se lanciare l’allarme o mantenere la quiete) per sostituire ben più tremendi significati. I cadaveri delle vittime erano stati trovati in varie parti della città e sembravano non avere nessuna connessione gli uni con gli altri tranne che sembravano essere tutti morti di infarto, una morte naturale e fulminea. Ma le vittime erano troppe e troppo ravvicinate nel tempo. Qualcuno risolveva il mistero parlando di una nuova forma di virus, che colpiva direttamente il sistema nervoso e il cuore; altri si aggrappavano al sospetto di un complotto ed altri, molto più concreti, dichiararono ufficialmente che si trattava del demonio”.  La storia strana è parto della fantasia di un’autrice di ventidue anni, Alessandra Raddi, nata a Bagno a Ripoli (provincia di Firenze). Ed è un’altra proposta
giovane dell’editrice Sarnus di Pagliai nella collana “Children’s corner”.  Una storia di vampiri moderni. Ci sono i buoni e i cattivi. I buoni sono Mina (vampira), i suoi cugini Alice, Francis, investigatori del paranormale alquanto scombinati, e l’amico Dimitri, ladro piuttosto goffo.  Il cattivo, che più cattivo non si può, è il vampiro Goran. Il quale è capace di dominare il libro, quel libro antico, e ritenuto perso, in grado di seminare morte, di generare scontri, di spargere sangue e lutti in una città come Praga.  “Mina era rientrata in camera e con orrore aveva trovato Dimitri steso a terra, col libro stretto tra le braccia. Aveva preso a scuoterlo ed a chiamarlo con voce potente. Forse poteva ancora salvarlo, poteva svegliarlo, forse era ancora in tempo perché sembrava solo svenuto e non tremava. Gli scuoteva il viso con vigorosi
schiaffi che gli avevano fatto diventare le guance rosse come mele. Ma lui continuava a tenere lo sguardo rivolto verso il libro anche con le palpebre chiuse”.  Il lettore accorto non faticherà a individuare richiami alle opere di Stephanie Meyer, divenuta scrittrice di culto per le sue storie di vampiri, e a certe atmosfere del fumetto con Dylan Dog. Ma, nello stesso tempo, non mancherà di appassionarsi alla storia, e di apprezzare le doti di un’autrice che, all’esordio, mostra di saper dominare una materia scivolosa, non facile, come il fantasy-horror.  Alessandra Raddi, dopo il diploma al liceo artistico Leon Battista Alberti (è una brava disegnatrice), s’è iscritta all’Università di Firenze, dove frequenta la facoltà di lettere e filosofia. Alessandra Raddi “Il libro che non voleva morire”, ediz.Sarnus pp. 228, euro 12
Il libro che non voleva morire