Dagli ex Pci no alle vie Togliatti
Italia Oggi, 05-06-2010, ––
Tra i vecchi comunisti c’è chi vuole togliere le targhe che intitolano tante strade italiane a Palmiro Togliatti: è un tema sul quale Renzo Bardelli, già sindaco di Pistoia, ha le idee chiare: «Se Togliatti fu, come fu, connivente con il terrore di Stalin, le vie Togliatti spariscano!». Lui, Bardelli, ha il cuore che ancora batte forte ricordando la vecchia sede romana di via delle Botteghe Oscure: è naturale, per uno che è nato in un paese in provincia di Pistoia che si chiama Bottegone, proprio come veniva denominato il palazzo situato a due passi da piazza Venezia, donato ai compagni dal costruttore Alvaro Marchini. Della rottamazione delle vie togliattiane Bardelli ne ha parlato
durante la presentazione del suo libro «Memorie comuniste»: una provocazione in piena regola, che deve anche fare i conti con le difficoltà che incontrano i sindaci quando devono intitolare le strade a esponenti cari al ventennio fascista. Sull’argomento avrebbe molto da dire l’assessore alle politiche culturali del comune di Roma Umberto Croppi, contestatissimo per aver scelto di ricordare l’esploratore Giuseppe Tucci con una targa all’interno del Bioparco (oggetto di un’interrogazione parlamentare da parte dei deputati del Pd Verini, Fiano, Morassut, Touadi, i quali hanno criticato la scelta rivolgendosi ai ministri Sandro Bondi e Roberto Maroni). Sì, perché l’insigne
orientalista firmò il famigerato “manifesto della razza”, e per questo il Campidoglio è stato contestato, mentre tutti dimenticano che a Tucci è dedicato il Museo nazionale d’arte orientale situato all’interno del romano palazzo Brancaccio.
Tornando a Togliatti, a Roma la strada che lo ricorda è situata nel popolare quartiere di Centocelle. Se lui veniva definito dai compagni come “il migliore”, quella via non sembra certo il miglior modo per ricordarlo. E’ andata senz’altro meglio alla compagna di una vita, quella Leonilde Iotti, detta Nilde, alla quale è stato dedicato un bellissimo viale in mezzo al verde della villa Celimontana.  
Memorie Comuniste