Ricette proibite
L’Allevatore Magazine, 06-06-2012, Luca Baldazzi
Istrice al sugo. Cosci di gatto selvatico. Arrosto di volpe alla brace. Spezzatino di tasso. Scoiattolo in umido. Mangereste uno di questi piatti? O piuttosto non fareste un salto sulla sedia, se ve li trovaste offerti in menu? Secondo un proverbio cinese “si può mangiare tutto quello che è vivo e si muove sulla faccia della Terra”. Ma per noi occidentali oggi non è così: esistono animali perfettamente commestibili ma tabù. Eppure, in un passato a volte
non troppo lontano, anche dalle nostre parti si è mangiato di tutto: vuoi per necessità, vuoi per curiosità e per diverso approccio culturale al mondo animale. Il catalogo delle ricette politicamente scorrette e “proibite” lo ha fatto Tebaldo Lorini, studioso toscano di folklore e tradizioni, in un agile e provocatorio saggio di recente pubblicazione. Una lettura “ per stomaci forti”, molto curiosa e ricca di aneddoti. In materia gastronomica, naturalmente,
è la familiarità e la vicinanza di certi animali domestici a fare per noi la differenza. Ma tutto dipende da geografia, cultura e circostanze. Noi gustiamo volentieri il coniglio, che invece i popoli anglosassoni non toccano perché per loro è un animale da compagnia. Ma soprattutto certe ricette, è la tesi del libro, sono oggi impensabili perché “si è sciolto il filo che ci legava in passato alla fame”. Per fortuna.
Ricette proibite
Rane, asini, rondinotti, gatti e tartarughe nella tradizione alimentare